mercoledì 15 ottobre 2008

Legge 133/08, parte l'occupazione a Scienze Poltiche a Firenze

Oggi ho assistito ad un assemblea universitaria al Polo Sociale di Novoli, Firenze, dove l'ordine del giorno era prendere una decisione su quale tipo di forma di protesta attuare contro la legge finanziaria che andrà ad operare tagli sulla spesa pubblica indirizzata alle università. L'ateneo fiorentino, in particolare, che non gode di una buona salute economica (si dice che potra chiudere il bilancio del 2008 ma nel 2009 avrà un disavanzo di almeno 30 milioni di euro), ne verrebbe colpito ferocemente.

La legge è stata approvata durante in mese di Agosto (in sordina) e apporterebbe, se venisse approvata in via definitiva, una grande rivoluzione a tutto il sistema universitario, riducendo esponenzialmente i fondi di finanziamento ordinario (FFO) nell'arco di 5 anni. La volonta di questa legge è quella di privatizzare gli atenei, riducendo cosi la spesa pubblica, dando "l'opportunità" agli amministratori degli Atenei di creare delle Fondazioni a partecipazione privata (anche perchè i fondi pubblici, come gia detto, verranno sempre meno).

Questa iniziativa non è ben vista dalla sinistra e molti studenti pensano di trovarsi nel bel mezzo di una grande rivoluzione, che potrebbe abbattersi su di loro e sulla loro carriera universitaria.

Ieri, martedi 14 Ottobre, era stata convocata un assemblea straordinaria dagli studenti, dai rappresentanti degli studenti di facoltà, dai ricercatore precari e dai collettivi di sinistra per parlare sul tipo di azioni di protesta da prendere nei confronti di questa riforma.

L'assemblea aveva deciso che l'azione piu efficace sarebbe stata quella dell'occupazione degli edifici del Polo Sociale ma era stato chiesto di aspettare il giorno dopo, oggi, 15 Ottobre, per proporre al consiglio di Facoltà di Scienze Politiche (che si sarebbe riunito) di prendere posizione a riguardo. La proposta era quella di chiedere la sospensione didattica in modo da consentire agli studenti di dedicarsi all'organizzazione e preparazione d'iniziative di sensibilizzazione e promozione presso la cittadinanza. Perciò la decisione se occupare o no era stata rimandata ad oggi con lo scopo di utilizzarla nel caso in cui i membri del Consiglio di Facoltà non li avessero appoggiati.

Il ritrovo era davanti all'edificio dove si sarebbe tenuto il consiglio. Le persone erano tante. I collettivi di sinistra si erano organizzati con un amplificatore e un microfono in modo da poter permettere dei interventi durante l' attesa della risposta. Sin dall'inizio c'era stato detto che l'attesa sarebbe potuta essere lunga perché la richiesta dei rappresentanti degli studenti era stata messa come ultimo punto dell'ordine del giorno dal consiglio .

Si sono alternati molti giovani al micorfono, molti erno giovani dei collettivi di sinistra ma non solo. Alcune testimonianze sono state interessanti, molte di esse hanno aumentato la mia conoscenza sulle ambiguità che si celano dietro le azioni del governo e sulle contraddizioni delle loro motivazioni.

Gli organizzatori dell'assemblea si alternavano tra chi avrebbe voluto l'occupazione subito e chi non la voleva, ritenendola un'azione che andava contro gli interessi di molti studenti, messi con le spalle al muro da appelli di esame e lezioni da seguire. Sono state proposte delle azioni alternative, tra le quali fare lezioni nelle piazze monumentali di Firenze (idea molto interessante), fare lezioni a tema sulle queste questioni per informare.

Il fronte tra chi voleva occupare e chi no era aperto!

Si sono "affacciati" anche i ragazzi del Popolo delle Libertà, un paio di essi hanno fatto degli interventi ma con scarso risultato.

Sono passate tre ore prima che arrivasse la risposta tanto attesa, ma non è stata quella aspettata: la preside si rifiutava di sospendere l'attivita perchè andava incontro ad un problema legale (l'interruzzione di un servizio pubblico) ma lasciava liberi i professori di scioperare e prendeva una settimana di tempo per organizzare un'assemblea con i professori e gli studenti.

Questa notizia ha lasciato scontenti parte degli organizzatori che vedendo le persone sciamare, quasi in prenda al panico, hanno stretto i tempi per convincere le persone presneti ad occupare l'edificio di Scienze Politiche. Quest'azione ha creato forti critiche da chi non voleva l'occupazione. Qualcuno ha costatato, giustamente, che questa decisione, dopo tre ore che si diceva "rimaniamo uniti", è stata presa solo da una parte delle persone li presenti, non da tutti.

Una parte della folla si è diretta verso l'edificio l'altra invece è rimasta a parlare nel luogo dove si era svolta l'assemblea.

Venendo via ho notato 5 personaggi che dalle loro chiacchiere ho capito essere delle forze dell'ordine in borghese. Dietro la biblioteca erano pronte una camionetta e un auto della polizia.

Conclusioni: Penso che se da questa assemblea fosse nato un comitato (invece che un occupazione) che, prendendosi un pò di tempo, avesse progettato un piano con delle iniziative alternative (tipo, grazie alla partecipazione dei professori, delle lezioni nelle piazze di Firenze; manifestazioni per le strade; sensibilizzazione, etc) in modo di coinvolgere o incuriosire la cittadinanza, li averei appoggiati. Avrei appoggiato qualunque iniziativa che non ricalcasse dei vecchi cliché: quella delle prese di posizioni nette e radicali. E' riemerso quello stesso modus operandi tipico della sinistra di cui gli elettori non volevano saperne piu. Quella mentalità che credo ci abbia fatto perdere le ultime elezioni, dimostrando di non essere piu al passo coi tempi e non piu in contatto con i suoi elettori. "Dobbiamo rompere con il passato, dobbiamo rinnovarci", è stato detto oggi. "E' vero, e partiamo proprio dai nostri modi di proporci verso l'esterno" rispondo io!

Non c'è piu quel sentore comune che contraddistinse gli italiani del 68, oggi giorno non ci si mobilita piu come lo facevano i nostri genitori. I tempi sono cambiati e cosi anche le forme di reclutamento e l'attivita di creazione del consenso devono adeguarsi.

Spero di sbagliarmi e sono disposto a dire "ho sbagliato" se le cose andranno diversamente. Io comunque non parteciperò all'occupazione perché ritengo che siano stati sbagliate le forme e i tempi della protesta!

2 commenti:

regolo ha detto...

Lucido resoconto sor Pillo. Sarà solo che io non ho sentito interventi così costruttivi nelle ore precedenti l'occupazione... senza contare una effettiva poca aderenza dei vari intervenuti al problema vero, ossia cosa dice e cosa non dice questa riforma? strano, ma non ho sentito molti interventi a riguardo...
In ogni caso bravo sor pillo che non vai occuppando in giro, stamani son venuti a rompere i maroni anche in biblio con annuncio bofonchiato che neanche si capiva al microfono... vabbè.
Sembro disfattista? solo profondamente disilluso.

Paolo ha detto...

Che dire, anche se sono contrario all'occupazione non sono favorevole a questa "legge balneare" (cioè fatta passare in sordina durante le ferie degli italiani!).

Per me lezioni nelle p.zza monumentali di Firenze con i professori che vogliono partecipare, mi sembra un Idea Molto Interessante,
come proporre, sempre con i proffessori, una serie di seminari a tema per chi vuole comprendere piu approfonditamente "cosa è" la nuova legge e "quanti e qauali" cambiamenti introdurrà (economici e strutturali e conseguentemente didattici). E ancora, per chi è contro la legge 133, organizzare delle nuove collaborazioni con le varie facoltà e creare delle campagne informative per sensibilizzare la cittadinanza e portare piu presenze alle manifestazioni gia in programma..

Comunque questi sono punti che richiedono una certa posizione, questo è ovvio.

Anche se critico nuovamente questi ragazzi della sinistra perchè utilizzano dei sistemi secondo me passati e non ascoltano le necessità di chi, anche se condivide le loro idee, non vuole l'occupazione o la sospensione didattica!